‘La Sicilia per le donne’: da Catania a Palermo il “no” alla violenza di genere

Un “No” deciso alla violenza è il messaggio de “La Sicilia per le donne”, l’evento in programma a sabato 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne promosso dalla Fondazione Tommaso Dragotto, con il patrocinio dell’Ars, la partecipazione della Fondazione Federico II e in collaborazione con la Fondazione Marisa Bellisario. Rappresentanti istituzionali, del mondo dell’impresa e della società civile riuniti presso Palazzo Reale a Palermo e Castello Ursino a Catania per riflettere su un’emergenza non più rinviabile, una battaglia da affrontare e vincere insieme.

Staffetta tra Catania e Palermo per dire no alla violenza sulle donne

“I numeri che si evidenziano sono più che preoccupanti – interviene il Presidente dell’Ars Gaetano Galvagno – soprattutto riflettendo sul fatto che metà delle vittime sono state uccise da familiari e che il 31% delle donne italiane dichiara di essere stata vittima di qualche forma di violenza. L’evento sarà un’occasione per tenere accesi i riflettori su questo fenomeno ma anche per individuare le strade di un intervento concreto, che passa certamente dal cambiamento culturale ma anche da azioni legislative forti. Sappiamo bene che in questa direzione molte soluzioni sono di competenza nazionale e il governo sta lavorando tanto e bene, ultima in ordine di tempo l’approvazione di un provvedimento che inasprisce le pene e rafforza gli strumenti di tutela delle donne sin dalla fase della denuncia. L’Assemblea siciliana e questa presidenza, però, è ferma nella volontà di dare il proprio contributo tangibile su un tema importante e delicato come quello della violenza. Da qui la scelta di coinvolgere due città, Palermo e Catania, per sensibilizzare tutta la Sicilia e far sentire che le istituzioni ci sono e non staranno a guardare”.

“La cultura e l’indipendenza economica come difesa alla violenza di genere”

“Il femminicidio – interviene il Presidente Tommaso Dragotto – è un doppio delitto perché si fonda su una superiorità fisica attraverso la quale l’uomo vuole imporre il proprio dominio. Le leggi sono importanti, fondamentali ma sono convinto che non bastino se non interveniamo su due fronti: la cultura e l’indipendenza economica delle donne. La cultura è proprio quella di una presunta superiorità maschile cui corrisponde, spesso e purtroppo, un servilismo da parte delle donne, inculcato dalle famiglie sin dalla nascita, soprattutto nelle realtà più piccole. Bisogna affermare una parità assoluta, prima di tutto dentro le famiglie. Il 72% delle donne oggi non ha un conto corrente e già questo dato ci dice quanto sia ancora lungo il percorso. Ma è questa la strada: l’indipendenza economica delle donne è il primo e fondamentale passo per cambiare la cultura e mettere fine a ogni tipo di violenza”.

Le iniziative del 25 novembre in Sicilia

Il 25 novembre, come raccontano nel corso della conferenza stampa di presentazione il Presidente AMAT Giuseppe Mistretta e l’Amministratore Unico di AMTS Giacomo Bellavia, nelle città di Palermo e Catania, tutti gli autobus delle flotte avranno un posto libero listato di rosso: come la celebre istallazione con le scarpe rosse che ha fatto il giro del mondo, un modo per ricordare le donne che non ci sono più. Sono 85 dall’inizio dell’anno, 11 uccise in Sicilia.

Da Catania a Palermo la Sicilia unita contro la violenza di genere

L’evento si aprirà a Catania alle ore 10 presso Castello Ursino mentre alle ore 16 il testimone passerà a Palermo presso Palazzo Reale. Tante le testimonianze che si avvicenderanno tra saluti istituzionali, talk moderati dalle giornaliste Simona Branchetti, Licia Raimondi e Federica Di Chiara fino al concerto dell’Orchestra Giovanile Fondazione Teatro Massimo con un coro di voci femminili e alla sfilata di donne provenienti da tutti i Paesi del mondo che chiuderanno l’evento di Palermo.

Le istituzioni presenti

Tra i partecipanti dal mondo delle istituzioni, i Presidenti della Regione Siciliana Renato Schifani e dell’Ars Gaetano Galvagno, i Sindaci di Palermo e Catania Roberto Lagalla ed Enrico Trantino, l’Assessore alle attività produttive della Regione Siciliana Edy Tamajo e l’Assessore alle Pari Opportunità del Comune di Catania Viviana Lombardo, il deputato e vice capogruppo di Fratelli d’Italia Manlio Messina, il procuratore aggiunto presso il Tribunale di Catania Agata Santonocito, il Vicesindaco di Palermo Carolina Varchi, le deputate Elena Bonetti e Maddalena Morgante, il magistrato di lungo corso Anna Maria Palma Guarnier e Valentina Parisi, Consigliere Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Dal mondo dell’impresa e della società civile, il Presidente della Fondazione Tommaso Dragotto, Giuseppe Mistretta, Presidente AMAT, Marco Betta, Sovrintendente e Direttore artistico Fondazione Teatro Massimo, Lella Golfo, Presidente Fondazione Marisa Bellisario, Patrizia Monterosso, Direttrice della Fondazione Federico II, Anna Agosta, Presidente Associazione Thamaia Onlus Centro Antiviolenza, Federica Palmeri, Fondatrice del Progetto NILDE, gli avvocati Denise Maria Caruso e Cesare Placanica, le dirigenti Maria Piana e Bruna De Donno, Laura Lusuardi, Senior Consultant Exprivia e la giornalista di Donna Moderna Myriam Defilippi.

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