Le donne nel mercato del lavoro sono sempre di più

lavoroIl Motech è l’offerta di servizi che, sfruttano la tecnologia più avanzata per “prendersi cura” delle persone. Quello che gli economisti chiamano “Motherly technology”. Lo spirito imprenditoriale femminile al servizio della società, per fornire quei “servizi dolci” che le donne tradizionalmente svolgono in famiglia.

 Una lista non esaustiva, destinata a crescere e a coprire tutte le esigenze della vita quotidiana, dalle più importanti di natura sociale e sanitaria, ma arrivando anche a quelle che non rientrano necessariamente nell’area del welfare. Si tratta innanzitutto di assistenza sociale e sanitaria “leggera”. Quella cioè dei servizi domiciliari alla persona e alle famiglie, estendibile anche all’offerta di gestione domestica e amministrativa.

 Pulizia della casa e manutenzione, ma anche servizi di intermediazione e disbrigo pratiche, e fino alla consulenza professionale. C’è poi l’ambito sanitario e di benessere generale, che si compone di orientamento, consulenza e prevenzione.

 Qualche esempio? Fisioterapia, corretto stile di vita e controllo dell’alimentazione, senza dimenticare lo sport e il wellness. Non dimentichiamo poi che i servizi alle persone, oltre che costituire una risorsa essenziale per la vita dei cittadini, sono in grado di produrre occupazione. Come ha dimostrato l’esperienza francese del CESU, si tratta di occupazione nuova ma anche “rinnovata”, emersa e regolarizzata dal mercato nero dei servizi domiciliari.

 Basti pensare che nel 2008 secondo il dossier “Badanti: la nuova generazione” in Italia lavoravano 4.000 mila assistenti familiari (di cui 700.000 straniere), e solo una su tre aveva un contratto di lavoro. Ancor più significativo il dato sui costi: nello stesso anno, le famiglie italiane hanno speso 9 miliardi 352 milioni di euro – pari a circa il 10% della spesa sanitaria sostenuta dalle regioni – per retribuirne il lavoro regolare o meno. Il Rapporto sul mercato del lavoro 2011-2012 del CNEL evidenzia chiaramente che in Italia la percentuale degli occupati nell’ambito dei servizi alle famiglie cresce più velocemente che nel resto d’Europa. La domanda di servizi di natura sociale e sanitaria “leggera” continua a farsi sentire, mentre per lungo tempo il settore dei servizi nel nostro paese è rimasto sottosviluppato rispetto a quello industriale, che oggi invece risente maggiormente della crisi.

 Le donne nel mercato del lavoro sono sempre di più, e si osserva un aumento consistente della domanda di servizi in ambito sanitario, dell’assistenza sociale e delle collaborazioni domestiche. I dati del Rapporto CNEL evidenziano come l’Italia stia lentamente cercando di colmare il gap tra numero di occupati nell’industria, che sono la maggioranza della forza lavoro nazionale, e gli impiegati nel settore dei servizi. Se infatti la variazione percentuale di occupati nei servizi è mediamente in linea, se non superiore, alla media UE, il valore assoluto rimane inferiore a molti paesi europei.

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